“Svegliatevi! Che io intanto dormo.”

In Pillole di medicina cinese il

In questi giorni ho letto spesso, nei vari social, l’incitazione “svegliatevi” (spesso come chiosa di una lunga serie di improperi) di solito in riferimento al rendersi conto che c’è del marcio nel mondo… alcuni hanno finalmente capito che il marcio esiste e credono che questo configuri di per sé un qualche risveglio e chiedono agli altri dormiglioni di svegliarsi…

Cominciamo con le brutte notizie: sapere che esiste l’oscurità non è sinonimo di risveglio ed inoltre, se si provano sentimenti come rabbia, odio, avversione, vendetta etc, (anche se apparentemente giustificati dalla gravità degli atti che alcuni esseri compiono) si è tutt’altro che “svegli”. Il risveglio è un’altra cosa.

 

La buona notizia è che abbiamo gli insegnamenti e gli strumenti per fare di meglio.

 

Ho voluto di seguito citare gli insegnamenti del Buddha proprio perché Buddha vuol dire “il risvegliato”, è perché Gautama (il primo Buddha) li ha spiegati con enorme chiarezza, ma questi concetti sono presenti in varie forme in tutte le tradizioni mistiche.

 

Il Buddha, nel suo primo insegnamento nel parco dei cervi disse: “il dolore esiste”. In realtà la parola è dukkha che significa diverse cose: dolore, sofferenza, insoddisfazione, disagio, malattia, povertà… per semplificare la chiameremo così, dukkha, il suo nome originale in Pali (la lingua che si parlava in India ai tempi del Buddha).

Ma l’insegnamento non si fermò qui. Ecco il primo e fondamentale messaggio che il Buddha lasciò a tutta l’umanità a partire dai suoi primi 5 discepoli:

 

Le quattro nobili verità:

 

La prima nobile verità è quella di cui abbiamo parlato sopra. L’esistenza di dukkha.

 

La seconda nobile verità racconta invece le cause di dukkha: l’origine principale delle nostre sofferenze risiede nei cosiddetti veleni mentali, il primo di tutti è l’ignoranza, che non è il non sapere che esistono i cattivi e cosa combinano, ma è la non conoscenza delle leggi che regolano tutti i fenomeni o in altre parole delle leggi di natura tra cui la principale è la legge di causa effetto, cioè la legge del karma (o kamma, in Pali) che noi occidentali capiamo meglio se pensiamo alla legge della fisica classica di azione e reazione: “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, è la medesima cosa, ma vista su un altro piano (se vi rimane poco chiaro scrivete nei commenti).

Da questo tipo di ignoranza discendono tutti gli altri veleni mentali, che possono essere raggruppati in: odio, attaccamento, invidia, orgoglio e dubbio.

 

La terza nobile verità è la buona notizia, che la sofferenza ha una cessazione che dipende dalla rimozione delle cause (cioè dei veleni mentali) e si ottiene attraverso la quarta nobile verità.

 

La quarta nobile verità è il sentiero verso la liberazione, altrimenti detto Ottuplice sentiero che qui di seguito mi limiterò ad elencare: retta parola, retta azione, retti mezzi di sostentamento, retto sforzo, retta presenza mentale, retta concentrazione, retta visione, retta intenzione. Rimanere fedeli a questo sentiero garantisce non solo di non produrre ulteriore cattivo karma, ma anche di accumulare meriti, come dire, dei “crediti” da spendere per la risoluzione del karma già prodotto in passato.

 

Ora, a titolo di esempio, se abbiamo dei cattivi governanti dipende anche dal karma collettivo, inveendo contro di loro o peggio mettendo le bombe come si faceva negli anni di piombo, non si fa altro che creare ulteriore Karma, capite bene che non è la cosa più saggia da fare. Non fraintendetemi, non voglio difendere nessuno né tanto meno applaudire nessuno, voglio solo dire che ognuno di noi è responsabile e questo non deve farci sentire in colpa, ma al contrario deve farci capire che abbiamo il potere di cambiare le cose, tutti, se lavoriamo nel modo giusto. Non è facile, ma cerco di farmi capire il più possibile.

Coltivare l’equilibrio e il risveglio interiore è l’unica cosa veramente utile che possiamo fare.

 

Come fare nel pratico?

 

  1. In primo luogo non indugiare nei veleni mentali (odio, rabbia, avversione, etc) e disidentificarsi da essi, ci vuole un po’ di allenamento, bisogna osservarsi con onestà e costantemente, in questo aiuta la pratica della consapevolezza (di cui abbiamo parlato qui) che funziona proprio da palestra o la pratica della trascendenza (vedi un approfondimento sulla meditazione trascendentale qui).
  2. In secondo luogo coltivare l’aspetto divino presente in ognuno di noi sempre attraverso la meditazione, qui funziona meglio la trascendenza perché porta subito in uno stato di comunione con il tutto. (qui un video in italiano)
  3. In terzo luogo agire senza creare ulteriore sofferenza, per esempio seguendo alcuni suggerimenti (da non confondere con comandamenti) che ci ha lasciato in eredità il Buddha, ma se preferite potete seguire anche i 10 comandamenti o qualsiasi altra indicazione che provenga da una saggezza vera che non sia stata inquinata dall’ego umano nel passare dei secoli. Queste sono alcune indicazioni per agire in modo da non creare karma (non pensateli come obblighi, ma proprio come linee guida e se provate ad immaginare le conseguenza che alcune azioni hanno vi rendete facilmente conto che alla fine portano sofferenza, non compierle serve proprio ad evitare la sofferenza e non a fare contento un “dio” giudicante).

 

  1. Astenersi dall’uccidere o danneggiare qualunque creatura vivente
  2. Astenersi dal prendere ciò che non ci è stato dato
  3. Astenersi da una condotta sessuale irresponsabile (approfittare di qualcuno sfruttando una posizione di potere o di forza ad esempio)
  4. Astenersi da un linguaggio falso o offensivo
  5. Astenersi dall’assumere bevande alcoliche e droghe (perché se la mente è offuscata può facilmente cadere in una delle tante azioni che poi provocano sofferenza)

 

Ora che sappiamo come fare impegniamoci a risvegliarci, veramente.


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